Di generazione in generazione. Abitare la casa comune

Il nuovo programma della FISP 2016-2017
Riportiamo integralmente l’intervista rilasciata dal Direttore della FISP Luigi Gui sulla Difesa del Popolo, che ben introduce le novità per il programma della FISP 2016-2017.
Giusto per utilizzare un vocabolo di gran moda – naturalmente in inglese… – guardando alle novità che si stanno preparando per il prossimo anno formativo della Fisp verrebbe voglia di parlare di restyling

Se non fosse che la rivisitazione della scuola porterà invece innovazioni di carattere decisamente strutturale.
Il percorso biennale con appuntamenti quindicinali, due sabati pomeriggio al mese, che per 28 anni ha accolto corsisti di tutte le fogge e le provenienze in una proposta progressiva di accrescimento del pensiero critico e delle competenze, sta per lasciare il posto a due percorsi annuali distinti e molto differenti tra loro.

Il criterio scelto? Valorizzare al massimo le specificità di chi si rivolge alla diocesi di Padova per formarsi in questo ambito.
«Fino a oggi – spiega Luigi Gui, che si appresta a completare il suo primo anno da direttore della scuola – corsisti esperti e alle prime armi, giovani e adulti, amministratori di lungo corso e nuovi membri di associazioni di volontariato hanno condiviso una proposta unitaria. Dal 2016-2017 i percorsi saranno differenziati proprio in base all’esperienza di chi sceglie la Fisp per la sua formazione. Il percorso base, il cui scopo si potrebbe sintetizzare in “imparare a leggere”, si rivolge a chi intende acquisire gli strumenti per interpretare in profondità il contesto sociale e politico nel quale viviamo. Il percorso avanzato, rivolto a ex corsisti e a chi in ragione di un’esperienza acquisita sul campo in amministrazione, nella cooperazione o nell’associazionismo, possiede già una capacità critica, ha l’obiettivo di “imparare ad agire”, cioè a concretizzare queste competenze».
In termini pratici, lo sdoppiamento della Fisp si tradurrà per i “principianti” in una proposta molto simile alla scuola come si è sempre configurata, con un percorso annuale a scadenza bisettimanale nel pomeriggio di sabato, durante il quale ai contenuti, portati da un relatore, verrà affiancata l’analisi, grazie a laboratori decisamente correlati ai temi trattati: l’amministrazione locale, i diritti, la legalità, l’economia e naturalmente la dottrina sociale della chiesa.
Per i corsisti esperti, il format sarà invece del tutto nuovo: otto incontri serali infrasettimanali, per andare incontro agli impegni di chi già svolge un servizio in ambito politico e sociale, durante i quali alla proposta del relatore seguiranno forum interattivi di confronto e discussione con l’obiettivo di rielaborare il lancio in azioni possibili in base a un orizzonte condiviso.
I temi forti in questo caso saranno giovani e lavoro, immigrazione e Unione europea, cooperazione locale e internazionale e poi le nuove istituzioni così come le disegna la riforma della Carta costituzionale, sempre che il referendum di ottobre confermi la legge Boschi approvata dai due rami del parlamento.

«Il tema della Fisp per quando riguarda il prossimo anno formativo – riprende il sociologo padovano – sarà “Abitare la casa comune di generazione in generazione”. In filigrana, come si comprende, ci sarà per entrambi i percorsi l’ultima enciclica di papa Francesco, la Laudato si’, una miniera di spunti e agganci per una riflessione sull’impegno sociale. Il tema si fonda sulla dottrina sociale della chiesa, ma questo “di generazione in generazione” dal sapore evangelico fa riferimento alla possibilità per la chiesa di generare all’impegno sociale e politico e a una staffetta generazionale nella cura della casa comune intesa nella più ampia dimensione possibile».

A unire i due nuovi percorsi non sarà però solo il tema.
Oltre all’appuntamento tradizionale con “Openfield” (a novembre), unitari saranno l’avvio della scuola e poi un secondo incontro, che si terrà la primavera prossima, su un tema centrale dell’attualità.
Dopo aver formato con successo 864 corsisti provenienti da tutto il territorio diocesano, la Fisp è pronta a rilanciare e guarda al trentesimo compleanno (nel 2018) in una forma più adatta alle esigenze dei cristiani del terzo millennio, consapevole che la formazione delle coscienze all’azione in nome del bene comune è pronta a trovare un posto da protagonista nei piani pastorali delle parrocchie e dei vicariati padovani.

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